Per organizzare un contest?

Che tipo di impegno ci vuole per organizzare un contest? E tutte le quote che i partecipanti versano per essere selezionati, che fine fanno?

Queste le domande che ho posto a varie organizzatrici di contest e le risposte francamente erano quelle che mi aspettavo.

Per organizzare un contest ci sono spese di tempo ed economiche notevoli. Bisogna trovare una location, occuparsi di farsi fare i premi da artigiani specializzati o di ordinarli nei posti giusti. Fare la giusta pubblicità perché non c’è nulla di più triste di un contest senza pubblico.

Poi bisogna contattare i giudici di gara, organizzare i workshop, trovare partners per alberghi e organizzare gli spostamenti.

Bisogna trovare dei tecnici audio e luci adeguati al tipo di manifestazione. Le stage kitten che abbiano un’idea di che cosa sia il Burlesque. Il giusto presentatore per la serata.

I soldi che vengono versati per la partecipazione al contest da tutti coloro che desiderano rientrare nelle selezioni, vanno a coprire solo in parte le spese, che andranno poi integrate con degli sponsor.

Un lavoro enorme con un impegno serio e totale, che non si può improvvisare, perché la location deve essere adatta, i tecnici audio e luci preparati, in quanto spesso ci sono soltanto poche ore il pomeriggio stesso del contest  per fare le prove.

Frattanto dovrà essere già pronta la scaletta e tutti dovranno avere le indicazioni adeguate per la buona riuscita dello spettacolo, perché non bisogna mai dimenticare che un contest è prima di tutto uno spettacolo, e poi una gara.

Colgo l’occasione per fare i miei complimenti e mostrare tutta la mia solidarietà a chi si impegna nell’organizzazione di questo tipo di manifestazioni che danno la possibilità agli artisti di conoscersi, di far nascere nuove collaborazioni o anche solo di aprire la mente guardando qualcosa di diverso. Manifestazioni fondamentali per la divulgazione della cultura burleska, che tanto manca alla nostra Italia.

Candy Bloom (FF)