La seduzione

Credo che sarete d’accordo con me se dico che viviamo in un mondo dove tutto quello che facciamo pare debba essere necessariamente legato alla produzione di qualcosa.

Già il solo concetto di fare qualcosa fine a se stessa sembra un’idea divergente di per sè. Se poi applichiamo questo concetto alla seduzione pare ancora più assurdo e privo di senso. Nonostante tutte queste premesse io oggi ho deciso di parlare di qualcosa che il burlesque rappresenta come arte: La seduzione fine a se sessa.

Partiamo dal principio e cioè dall’etimologia della parola: Sedurre deriva da condurre a sé, sentimentalmente, sessualmente, ma anche nella vendita o nel confronto politico. Purtroppo però l’arte della seduzione, nell’accezione comune, rappresenta solo l’idea di costringere qualcuno a desiderarti e, di conseguenza, a sottostare ai tuoi desideri pur di appagare il proprio desiderio. Questa visione limitata che abbiamo, rende la parola ed il concetto di seduzione, qualcosa di oscuro e negativo; se torniamo però all’etimologia della parola, il concetto si amplia diventando molto interessante.

In realtà tutti nella vita adoperiamo la seduzione per ottenere dagli altri ciò che desideriamo. Ognuno a suo modo seduce l’interlocutore facendo leva suoi suoi “punti deboli”.

Qualsiasi tipo di spettacolo deve essere in qualche modo seducente per attirare pubblico. Nel caso degli spettacoli teatrali abbiamo locandine e presentazioni dove si racconta qualcosa che possa incuriosire ed indurre lo spettatore ad andare al teatro. Per il cinema ci sono i trailer.

Ogni pubblicità ha la sua “dose di seduzione” per vendere un prodotto. Questo in pubblicità avviene attraverso una cosa chiamate “tease” (vi ricorda qualcosa?) che potremmo tradurre con “promessa di qualcosa”. Facciamo l’esempio di una pubblicità di un’auto. Abbiamo una musica accattivante, delle immagini di mani che accarezzano il volante, di volti soddisfatti, di auto che scivolano agilmente attraverso grosse curve riprese dall’alto, magari vicino al mare. Poi una voce calda ti “promette” che quest’auto è già di per se eccezionale, unica, confortevole, ma oltre a questo ha una serie di optional che non trovi in nessun altra auto…al solo costo di (tot) euro al mese (spesso non dicono nemmeno il costo reale dell’auto). Poi aggiungono che in una determinata data potrai andare in concessionaria a provarla gratuitamente…ed ecco che improvvisamente vedi la tua auto sotto casa come un vecchio catorcio e ti ricordi che sarebbe proprio il caso di prenderne una nuova…

Ora, non è detto che tu ad ogni pubblicità decida di cambiare auto, ma per un attimo il pensiero nella tua testa si è formulato…sei stato sedotto.

Questo vale ovviamente per tutti i prodotti, perché di una pasta, un biscotto o un tipo di cioccolato, non possiamo conoscerne il sapore fino a quando non la avremo assaggiato. Ma cosa ci spinge ad assaggiarlo? la “seduzione” fatta attraverso la pubblicità o, più semplicemente, grazie all’immagine stampata sulla confezione.

Quindi nella seduzione effettivamente tutto ha uno scopo…tranne che nel burlesque. In questo caso si adopera una seduzione più o meno erotica, ma il fine è differente dalla promessa. Nel senso che verrai sedotto eroticamente, ma senza dare seguito all’erotismo stesso.

Cerchiamo di scendere in qualche dettaglio interessante, e cerchiamo di scoprire cosa intende dire quest’arte attraverso la seduzione.

Il burlesque ha la promessa di uno spettacolo sensuale a sfondo ironico e molto spesso comico. In pratica uno spettacolo erotico dove si ironizza sull’erotismo. Dove la seduzione stessa viene spesso demolita per fare spazio alla comicità e all’arte. In questo gioco tra questi due aspetti il linguaggio del corpo diventa fondamentale, insieme a quello del volto. La performer comunicherà col pubblico come nella più classica delle riviste, ma senza parlare. Il gioco è retto tutto dagli sguardi e dai movimenti ammiccanti che seducono e fanno parodia, appaiono così esasperati da far

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sorridere, dove la musica ed i costumi hanno un’importanza fondamentale nella spettacolarizzazione delle performance. Così il pubblico viene sedotto…e abbandonato ed è per questo motivo che una performance di burlesque deve avere la breve durata di qualche minuto, perché il pubblico deve restare con quel desiderio inappagato, con quella voglia di vedere ancora.

L’arte è l’espressione della bellezza ed il burlesque ne è una delle massime espressioni.

L’arte intende portare il pubblico in un luogo senza tempo e senza spazio dove non esiste un fine necessariamente materiale, perché il fine diventa l’arte stessa. L’unico fine potrà essere un messaggio (non sempre contenuto e non assolutamente necessario) che ognuno trasformerà, attraverso la propria coscienza, in un insegnamento profondo o, più semplicemente, in un momento ludico di pura ed inafferrabile gioia.

That’s BURLESQUE