Il boa come simbolo erotico

Quando do inizio alle mie lezioni di gestione del boa, comincio sempre con la seguente frase: “Quando entrate in scena con il boa, tutti gli uomini devono desiderare di essere il vostro boe e tutte le donne dovono sognare di saperlo adoperare come fate voi”.

Il boa, a mio avviso, è uno dei massimi simboli erotici del burlesque.

Ha una forma allungata, come di serpente, ma una consistenza morbida, carezzavole. Che sia di piume o di tulle, mantiene comunque un forte senso di innocente leggerezza insieme ad un caldo invito erotico.

Il boa è uno degli oggetti fondamentali del tease nel burlesque.

Ci si può fare tanti movimenti, ma principalmente, si può farlo scivolare lungo il corpo…e che scivoli su un braccio, tra le cosce o sul collo, unito ad un intenso sguardo, il boa costruisce all’istante un immaginario erotico che rende la performer irresistibile agli occhi del pubblico.

Il boa viene tenuto sulle spalle, accanto al collo (zona erotica per eccellenza) e poi accarezzato, manipolato, fatto scorrere. O al contrario, si usa per farsi accarezzare dolcemente o con energia in un valzer di sguardi ed ammiccamenti che, se ben studiati e preparati, possono far letteralmente impazzire il pubblico.

Poi, alla fine di questa “danza di delicato ed erotico rapporto” viene lasciato, lanciato o gettato, secondo il significato che vogliamo dare al gesto. Come un uomo sedotto e poi abbandonato, giacerà a terra inerme e pure vivo, presente. Il boa è una storia d’amore e di passione che si consuma in scena tra la performer ed il pubblico.

Questo “rapporto” può durare un attimo o un intero pezzo musicale, può essere vissuto con intensità, con indifferenza o con giocosità, ma la sua presenza sarà sempre significativa nello svolgersi della performance.

Aiuterà a dare un senso specifico all’intensione che si vuol dare all’act. Che sia diva o pin up, che sia clown o donna austera, il modo in cui l’artista “comunicherà” attraverso il boa, sottolineerà nel gesto l’intensione che si vuol dare alla performance.

La lezione di gestione del boa è dunque una delle principali lezioni di tutto il corso di burlesque. Esistono anche stage specifici di gestione del boa, tenuti da nomi come Milena Bisacco o Mizi Mia Gran Dam.

Per quanto mi riguarda, durante il mio corso dedico una intera lezione di 90 minuti al boa, e poi riprendo il discorso più volte nel corso dell’anno, perché ritengo il boa un oggetto insostituibile ed indispensabile al quale dare il giusto spazio nella “vita artistica” di una pefrormer burlesque.

Buona visione!