Il Burlesque è mimo

Si, il burlesque è anche mimo, anzi molto spesso è principalmente mimo, ma un mimo a tempo di musica, quindi un mimo molto perticolare. Se dovessi consigliare ad una nuova performer cosa fare per migliorarsi, le cosiglierei di fare anche un corso di mimo. L’importante è rivolgersi a professionisti del settore. Usare omeno ilmimo non dipende dal tipo di burlesque che fai. Certo nel Theatrical Burlesque il mimo ha una maggiore espressione, ma anche in un pezzo dove non dobbiamo necessariamente raccontare una storia, dovremmo comunque interpretare un personaggio. Per interpretare un personaggio è necessario avere una base di tecnica di mimo. Dovete saper creare l’atmosfera, far passare un’emozione, attraverso il vostro corpo. Attraverso il modo di camminare, di muovervi nello spazio, la vostra presenza scenica e tutto questo ve lo può insegnare soltanto un corso di mimo. Nel video parlo anche della mia esperienza con i corsi di mimo e, come sempre, vi spingo a viaggiare alla ricerca dei corsi adatti a voi. Buona visione  ... read more

Non arrendersi mai

Non arrendersi mai nella vita, nell’arte in generale ma soprattutto nel burlesque. Come regola generale di vita questo è il mio motto perché sono convinta che la perseveranza da sempre dei buoni frutti. Studiare, allenarsi, provare e riprovare, cambiare insegnante se necessario. Viaggiare per andarsi a cercare qualcuno che abbia una visione diversa dalla nostra e che ci possa arricchire. Tante sono le cose che si possono fare, ma la prima è sempre solo provarci ancora. Fare arte o fare qualsiasi tipo di attività in proprio è da eroi, nessuno ti tende una mano, anzi, molti ti invidiano, credono che per avere successo loro dovranno affossare te, ti criticano, ti sminuiscono, ma tu non ascoltare, non ti arrendere e vai dritto per la tua strada. Guarda da lontano il tuo obiettivo avvicinarsi e non distogliere lo sguardo, non lasciarti distrarre. La tua energia usala solo per splendere, perché davvero quello che gli atri dicono di te è affar loro. Oltre a questo voglio aggiungere che fare burlesque in un paese da un lato bigotto e dall’altro morboso è davvero difficile. La TV non aiuta perché, dovendo fare audience, predilige la parte di burlesque più nuda, svilendone il significato profondo di “mettersi a nudo” che ha in se il burlesque. Allora come fare a continuare in questo mondo difficile? Basterà ricordarsi che si stà studiano un’arte antica che ha girato i mondo, che ha la capacità di prendere la forma di chi la sceglie e di suggerimenti dal posto in cui viene portata in scena. Così diventa danza del ventre, danza classica, mimo, circo, dramma e comicità, plasmandosi morbidamente al... read more

Classic Burlesque

Quali caratteristiche sono importanti per fare un pezzo di Classic Burlesque in modo che sia armonioso ed accattivante? Sempre più spesso mi capita di fare il giudice di gara nei contest. Alcuni contest sono divisi per categorie e di recente sono stata chiamata a giudicare il Classic Bulresque. Come molti sanno io ho uno stile di burlesque più teatrale e mimico che classico. Tuttavia ho portato in scena vari pezzi di Classic Burlesque ed il mio primo stile è stato proprio il classic, prima di cominciare ad insegnare e prima di decidere di prendere la strada del burlesque più mimico-teatrale. Trovo che il Classic Burlesque abbia una bivalenza molto perocolosa, in quanto apparentemente è lo stile più semplice perché non si deve necessariamente raccontare una storia ed i personaggi di classic sono molto più eterei ed astratti. Peraltro no è necessario montare una coreografia di danza ne di mimo particolare e quindi apparentemente sembra tutto più semplice. Ma è un inganno. In realtà il Classic Burlesque è fatto di tecnica pura, di studio del movimento di ogni singola parte del corpo. Oserei dire di ogni molecola. I movimenti sono studiati nel dettaglio. Si sta tanto tempo avanti allo specchio a studiare il preciso movimento della spalle poi del gomito e poi del polso e delle mani e delle dita… E così via per tutte le singole parti del corpo, compreso lo sguardo e la mimica facciale. Solo se fatto in questo modo, un pezzo di Classic Burlesque potrà creare quella magia per cui è bello vederlo in scena. Quindi se scegliete questo come stile di burlesque che ritenete più... read more

La seduzione

Credo che sarete d’accordo con me se dico che viviamo in un mondo dove tutto quello che facciamo pare debba essere necessariamente legato alla produzione di qualcosa. Già il solo concetto di fare qualcosa fine a se stessa sembra un’idea divergente di per sè. Se poi applichiamo questo concetto alla seduzione pare ancora più assurdo e privo di senso. Nonostante tutte queste premesse io oggi ho deciso di parlare di qualcosa che il burlesque rappresenta come arte: La seduzione fine a se sessa. Partiamo dal principio e cioè dall’etimologia della parola: Sedurre deriva da condurre a sé, sentimentalmente, sessualmente, ma anche nella vendita o nel confronto politico. Purtroppo però l’arte della seduzione, nell’accezione comune, rappresenta solo l’idea di costringere qualcuno a desiderarti e, di conseguenza, a sottostare ai tuoi desideri pur di appagare il proprio desiderio. Questa visione limitata che abbiamo, rende la parola ed il concetto di seduzione, qualcosa di oscuro e negativo; se torniamo però all’etimologia della parola, il concetto si amplia diventando molto interessante. In realtà tutti nella vita adoperiamo la seduzione per ottenere dagli altri ciò che desideriamo. Ognuno a suo modo seduce l’interlocutore facendo leva suoi suoi “punti deboli”. Qualsiasi tipo di spettacolo deve essere in qualche modo seducente per attirare pubblico. Nel caso degli spettacoli teatrali abbiamo locandine e presentazioni dove si racconta qualcosa che possa incuriosire ed indurre lo spettatore ad andare al teatro. Per il cinema ci sono i trailer. Ogni pubblicità ha la sua “dose di seduzione” per vendere un prodotto. Questo in pubblicità avviene attraverso una cosa chiamate “tease” (vi ricorda qualcosa?) che potremmo tradurre con “promessa di qualcosa”. Facciamo l’esempio... read more

Osate con semplicità

Dire: osate con semplicità, sembra una contraddizione in termini. Ma il Burlesque, come qualsiasi tipo di arte, si può sintesizzare in questa apparente contraddizione. Quando fate una performance d’arte, dovete essere coraggiosi, non dovete avere paura di osare. Ricordtevi però di restare nelle tecniche che conoscete, per non fare pasticci. Nel video Blog allegato all’articolo metto insieme tutti questi concetti scendendo in dettagli tecnici e, come sempre, cercando di dare consigli utili non solo a chi fa burlesque ma in generale a chi si approccia ad un qualsiasi tipo di espressione artistica. Non dovremmo dimenticare mai che l’arte è un sistema comunicativo potentissimo che dovremmo crecare di adoperare si allo scopo del puro diletto che per dire qualcosa, portare un messaggio… Qualunque esso sia… Quindi osate nelle vostre performance, perché osando, esagerando, si possono creare ilarità o lanciare spunti di riflessione. Ma nell’osare non dimenticate di mantenere la semplicità, che possa esser edi espressione o anche di oggettisitica. Ricordate sempre che il burlesque è anche mimo oltre che danza, e porta con se una grande dose di immaginazione. Consentite al vostro pubblico di immaginare parte della performance, o di quello ce dovrebbe essere in scena, in questo modo lo renderete partecipe, lo porterete “sul palco” insieme a voi, e gli regalere te delle emozioni indimenticabili. Ricordate anche che il burlesque e l’arte contemporanea, hanno anche una certa dose di astrattismo, da non sottovalutare. Quindi non siate didascalici. non dite proprio tutto. Anche in questo caso, lasciate spazio all’immaginazione del pubblico. Credo che la cosa migliore, in questo caso, sia far parlare il video, perché a voce certi concetti sono... read more

Danza in fiera 2019, un bella avventura

Sono ormai cinque anni che mi reco a Danza in fiera a Firenze, la manifestazione di danza più grande ed importante d’Italia, che ospita un contest di burlesque e che ogni anno vedo arricchirsi di workshop a tematici, sempre più vari ed interessanti. Nel 2015 ho partecipato come concorrente portando a casa il terzo premio del Comic Burlesque col mio Act The Magician. Nel 2016 Ho vinto il primo posto del Comic Burlesque con The Clown. Nel 2017 ho collaborato alla realizzazione del contest studiando insieme con Cinzia Ravaglia (che ne è l’organizzatrice) nuove possibilità di esibizione (abbiamo aggiunto la categoria Fantasy che ha sostituito la categoria Fitness) e un nuovo modo di gestire il contest stesso rendendolo più snello ed interessante, oltre ad essere parte attiva e collaborando dietro le quinte. Nel 2018 sono stata chiamata come giudice di gara per il Fantasy e quest’anno, oltre ad essere giudice per il Classic, ho tenuto un mio workshop di Theatrical Burlesque. Come ogni anno ho partecipato a tutti i workshop a tema, perché porto sempre avanti la tesi che ogni insegnante vede il movimento e l’espressione del corpo in una maniera differente e si può sempre scoprire qualcosa di nuovo ed interessante anche in un workshop base. Ho scritto due articoli su Burlesque news riguardanti Danza in Fiera. Li condivido qui per chi volesse approfondire: Danza in fiera 2019 – workshop;  Danza in Fiera 2019 – Contest Burlesque. Nel mio workshop di Theatrical Burlesque sull’improvvisazione Burlesque, ho trasmesso il concetto di improvvisazione studiata. Questa tecnica serve a dare maggiore sicurezza in scena ed a costruire una veloce alternativa in... read more

The Great Western Burlesque and Cabaret Festival

The Great Western Burlesque & Cabaret Festival è stato il mio primo festival di burlesque internazionale. Si è tenuto a Bridgewater (vicino Bristol in Inghilterra) dal 14 al 16 Febbraio 2019. Tirando le somme, a parte la grandissima emozione che ho provato, come non mi succedeva da tempo, ho visto cose molto differenti da quello che accade in Italia. Organizzato da Trixie Whipp, è stato un festival vario con performer provenienti da molte parti d’Europa. Prima di tutto voglio parlare del pubblico: presente, partecipativo e caloroso. Il pubblico inglese, differentemente da quello italiano, apprezza il burlesque, lo segue, lo ama e lo dimostra. Pur non conoscendo molte di noi, non appena veniva annunciato il nome della performer iniziavano urla, incitamenti ed applausi. Durante tutto il pezzo la cosa continuava e questo, devo dire, metteva una certa allegria anche a chi stava performando. Trixie Whipp è stata accogliente e disponibile. Ci ha fornito tutte le  informazioni, ha cambiato le date delle esibizioni in base ai voli ed alla disponibilità di ognuna di noi, si è resa disponibile per i vari accompagnamenti e ci ha fornito tutte le informazioni utili per renderci l’arrivo e la partenza più agevoli. Una “padrona di casa” perfetta. Lo spettacolo è stato vario. Mi sono esibita per prima quindi, dopo essermi cambiata, ho avuto la possibilità di vedere quasi tutte le altre performance. Ci sono state performance più teatrali, altre più danzate, ma tutte con qualcosa da raccontare. Quello che mi è saltato all’occhio è che c’era molta musica contemporanea. Non tutte avevano una grande attenzione ai costumi, molti erano molto essenziali, altri molto pomposi, ma... read more

Pronta per Bristol

Pronta per Bristol, valigia pronta ed entusiasmo alle stelle. Sei mesi fa ho deciso di partecipare a festival internazionali di burlesque. Il mio burlesque teatrale non è apprezzato in tutte le parti d’Europa, ma ho voluto provarci lo stesso, perché credo che i sogni vadano realizzati e che non bisogna mai arrendersi prima di aver provato. Ho partecipato a vari concorsi, di alcuni attendo risposta, ma il Great Western Burlesque & Cabaret Festival è stato il secondo al quale ho partecipato … e mi hanno presa. Certo in Inghilterra di sicuro il mio stile è molto apprezzato e quindi lì sapevo di avere qualche possibilità ma, onestamente, credevo di dover provare molto più a lungo prima di riuscire “a partire”… E invece domani si va! Devo dire che in questo festival ha già vinto un po’ tutto lo stivale, perché, nella varie serate del festival, ci saranno, oltre me, ben 5 performer italiane di grande spessore come Lady Kant, Amalia Vox, Spicy Apple, Simmering Light & Pad. Resterò a Bristol soltanto la serata del 15 per la mia esibizione, ma intendo raccogliere video, notizie ed impressioni. Qualcosa lo vedrete in diretta ed altro la prossima settimana. Allora buon viaggio a me a buona... read more

I tre workshop da non perdere assolutamente.

I tre workshop da non perdere assolutamente (e da ripetere ogni tanto con insegnanti differenti), ovvero: come orientarsi nel meraviglioso mondo del burlesque. Spesso dalle performer che incontro nei workshop che tengo in giro, mi viene chiesto quali sono i workshop importanti per cominciare. Personalmente credo che nel burlesque la parte più importante sia sempre la teatralità. Tuttavia è impossibile fare burlesque se non se ne conoscono i fondamenti tecnici. Le lezioni di base di burlesque sono ben più di tre (vedi: I 10 workshop che non possono mancare), ma volendo sintetizzare al massimo, ho pensato di proporvi quei tre workshop che non bisogna perdere assolutamente, che bisogna fare con più insegnati e che bisogna ripetere costantemente ogni giorno avanti allo specchio almeno per il primo anno di burlesque. È chiaro che non saranno tre workshop a rendervi performer, ma se non avete la possibilità di fare corsi lunghi e costanti, cercatevi queste lezioni che proprio dovete conoscere già solo per fare le stage kitten. Ve li sintetizzo qui in tre punti e poi nel video ve ne spiego le motivazioni: Passi Braccia Boa e guanti Buona... read more

Il trucco-occhi che nasconde i segni del tempo

Fare un tutorial su tutto il trucco sarebbe stato lunghissimo, così ho scelto, per ora, il trucco agli occhi che serve a nascondere un po’ i segni del tempo. Certo non sono una make up artist, ma ho fatto un corso di make up base qualche anno fa e poi, a furia di guardar lavorare i truccatori sui vari set e teatri dove ho lavorato, ho avuto modo di imparare molte cose.

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