Se non ci credi non funziona

Riprendendo l’annosa questione dell’interpretazione, posso dire con assoluta certezza che se non ci credi non funziona. Questo vuol dire che il tuo personaggio deve avere una vita ed un’anima prima per te per poi essere credibile per il pubblico. Deve essere intenso e corposo, deve avere una personalità, un significato, una storia. Devi sentirlo nella pelle, se no sarai tu che interpreti un personaggio, il mio invito invece è sempre lo stesso: diventa il personaggio, solo così potrà essere credibile in scena per il pubblico. Il Burlesque è un’arte molto complessa perché vuole raccontare delle storie ridotte a pochi minuti, il tempo di uno o due brani. Questo rende davvero necessario interpretare dei personaggi credibili sin dal primo istante. Già quando saliamo sul palco dobbiamo essere quel personaggio e non dobbiamo perderlo fino ai saluti finali. Proprio per questo ci aiutiamo molto con i costumi, la cosa fondamentale è come ci si pone, è quanto ci crediamo noi stessi. Quindi ricorda: se non ci credi non funziona. Buona visione... read more

Donne anni ’20 e anni ’50

La fine di migliorare al massimo le nostre interpretazioni, ho pensato di fare questo video sui due periodi storici più rappresentati nel Burlesque: Gli anni ’20 e gli anni ’50. Ogni periodo storico ha le sue caratteristiche sociali e culturali. Quando studiavo costume, ed anche oggi, ogni volta che devo preparare i costumi per uno spettacolo teatrale d’epoca, vado sempre a studiare quelle che erano le abitudini ed il tipo di rapporti sociali che esistevano tra le persone di quel periodo. Questo mi consente no solo di capire perché la moda andava in una certa direzione, ma anche su quali dettagli concentrarmi per rendere al meglio il costume. Da quando ho cominciato a studiare mimo e recitazione, ho portato questa abitudine anche in quest’arte, ed anche qui risulta estremamente utile, perché da come venivano vissuti i rapporti sociali si può capire moltissimo su come interpretare un personaggio. In questo video cerco di dare delle indicazioni di massima sulla differenza di interpretazione tra la donna degli anni ’20, misteriosa ed irraggiungibili, emancipata e consapevole, e la donna degli anni ’50, moglie, madre, casalinga, più oggetto che soggetto (sempre nell’immaginario collettivo). Dato che il Burlesque è esagerazione e caricatura della reatà, ricordiamoci che le caratteristiche dovranno essere estremizzate per creare la “caricatura”, la “burla” della donna dell’epoca. Buona... read more

Per organizzare un contest?

Che tipo di impegno ci vuole per organizzare un contest? E tutte le quote che i partecipanti versano per essere selezionati, che fine fanno? Queste le domande che ho posto a varie organizzatrici di contest e le risposte francamente erano quelle che mi aspettavo. Per organizzare un contest ci sono spese di tempo ed economiche notevoli. Bisogna trovare una location, occuparsi di farsi fare i premi da artigiani specializzati o di ordinarli nei posti giusti. Fare la giusta pubblicità perché non c’è nulla di più triste di un contest senza pubblico. Poi bisogna contattare i giudici di gara, organizzare i workshop, trovare partners per alberghi e organizzare gli spostamenti. Bisogna trovare dei tecnici audio e luci adeguati al tipo di manifestazione. Le stage kitten che abbiano un’idea di che cosa sia il Burlesque. Il giusto presentatore per la serata. I soldi che vengono versati per la partecipazione al contest da tutti coloro che desiderano rientrare nelle selezioni, vanno a coprire solo in parte le spese, che andranno poi integrate con degli sponsor. Un lavoro enorme con un impegno serio e totale, che non si può improvvisare, perché la location deve essere adatta, i tecnici audio e luci preparati, in quanto spesso ci sono soltanto poche ore il pomeriggio stesso del contest  per fare le prove. Frattanto dovrà essere già pronta la scaletta e tutti dovranno avere le indicazioni adeguate per la buona riuscita dello spettacolo, perché non bisogna mai dimenticare che un contest è prima di tutto uno spettacolo, e poi una gara. Colgo l’occasione per fare i miei complimenti e mostrare tutta la mia solidarietà a chi si... read more

Portamento

Il portamento è uno dei fondamenti del Burlesque… Bisogna fare lezioni ed allenarsi. Il portamento non è soltanto riferito al saper camminare. Nelle lezioni di portamento di burlesque si impara come sedersi, come portare una borsa, come appoggiarla, come togliere il cappotto, come indossare e toglere una sciarpa, come mettersi in posa avanti ad una mecchina fotografica. I portamento è uno dei fondamenti del burlesque, ma è anche uno dei fondamenti della femminilità. Ma bisogna allenarsi molto per non sembrare finte o artefatte. Non basta dunque fare lezione, ma bisogna poi mettere in pratica gli insegnamenti. Se vi andate a guardare le foto delle dive dagli anni ’20 agli anni’60, noterete che, con le dovute differenze dovute al gusto ed al periodo storico, hanno sempre più o meno le stesse pose. E’ chiaro che negli anni venti era di moda un certo tipo di donna, quindi vedrete espressioni e pose meno sorridenti, seduttive ma indipendenti, mentre negli anni cinquanta la donne era vista un po’ più come un oggetto, o anche come una sciocca, e quindi avremo un altro tipo di luce, di espressioni e di pose. Ma per ogni periodo possiamo notare che le pose e le espressioni si somigliano tutte. Qualcuno mi dice: ma poi non siamo tutte uguali? A questo rispondo sempre: perché le dive erano uguali tra loro? Il fatto è che ognuna di noi ha una differente energia ed una diversa personalità che porterà con se in tutto quello che fa. Quindi, se pure parteciperemo allo stesso corso, saremo tutte meravigliosamente uniche. Buona visione 😉... read more

Glitter, per cosa li usiamo

In un arte così “luminescente” non posso mancare i glitter, che vengono adoperati per il trucco, per metterli sul corpo, nei capelli, ma anche nei guanti o sugli abiti… I glitter sono molto versatili. Ne esistono di due tipi: da trucco che sono più sottili ed evanescenti, e quelli più comuni che si trovano in cartoleria, più grandi che si usano per più cosa. Abitualmente per il corpo si usano indifferentemente o l’uno a l’altro, ma bisogna ricordare che i glitter non da trucco fanno fatica ad andare via. Come dico spesso: il glitter è per sempre 🙂 Li usiamo per truccarci mettendoli sul corpo o sulle palpebre, o sulle guance. spesso vengono messi sui ventagli in modo che sollevandoli si crea una nuvola iridescente. Spesso vengono anche messi nei guanti in modo da lanciarli in aria sfilando il guanto. Qualcuna li mette nelle calze o nelle scarpe. A volte vengono inseriti nei palloncini in modo da creare nuvole quando i palloncini vengono esplosi. Un altro uso dei glitter è in sostituzione dei liquidi, quindi vengono inseriti in bottiglie o bicchieri per poi versarli addosso. A volte li suo per fare disegni sulla stoffa, ma purtroppo questi disegni vanno ritoccati spesso perché i glitter, per quanto non si tolgano da dosso con grande faciltà, si staccano dalla colla troppo facilemente. Insomma glitter e burlesque vasso sicuramente a braccetto. L’unica raccomandazione è quella di stare molto attenti a non farli ricadere accidentalmente sul viso, negli occhi o in bocca perché provocano irritazione ed unqa sensazione estremamente sgradevole. Il resto nel video… Buona visione 😉  ... read more

Il metodo Candy Bloom

Il metodo Candy Bloom nasce da una domanda. Prima di cominciare ad insegnare mi sono chiesta cos’è che ci fa sentire in imbarazzo in occasioni pubbliche. La risposta che mi sono data mi ha aperto a nuove possibilità di insegnamento. Noi siamo in imbarazzo perché non ci conosciamo. Guardiamo gli atri mentre parlano e mentre si muovono ma non possiamo vedere noi stessi. Questo ci provoca quella incertezza che ci rende insicuri quando siamo in pubblico. Proprio per questo motivo ho studiato delle lezioni adatte all’auto conoscenza. Nei miei corsi infatti, oltre alle lezioni di danza, di mimo e di Burlesque, ci sono lezioni specifiche di consapevolezza corporea che partono o da dei punti specifici del corpo o da esercizi adatti a prender coscienza di se, del proprio corpo, delle proprie espressioni, in particolare lavorando con lo specchio. È proprio questo che poi ci fa sentire sicuri quando saliamo su un palcoscenico, quando dobbiamo parlare in pubblico o, più semplicemente, quando dobbiamo attraversare una sala piena di gente silenziosa. Non tutte le persone che fanno il corso di Burlesque con me diventano professioniste di quest’arte, ma quello che accade a tutte le persone che fanno il corso con me è che si trasformano. Se vogliamo quindi parlare di Burlesque terapia, credo che con questo metodo siamo a buon punto. Poi è chiaro che se una persona ha bisogno specificamente di una terapia saranno necessari anche degli incontri con un terapeuta. Ma quello che posso dire oggi è che ho dei terapeuti che mandano le persone a seguire i miei corsi, e questo è sicuramente un risultato molto interessante. Buona... read more

Il Burlesque è sovversivo

Il Burlesque è sovversivo e trasversale, perché non ha limiti di età, di corporatura, di altezza o di genere. Per il Burlesque devi avere due cose: preparazione e talento. Il Burlesque ha a che fare più coll teatro che con la moda. Dato che con l’avvento del new Burlesque, l’abbiamo trasformata in un arte molto glamour, si tende a pensare che abbia a ceh fare principalmente con la moda ed ai suoi canoni e “dettami”. Ma non è affatto così. Il Burlesque ha conservato la sua matrice teatrale e lo dimostra sempre più diventando sempre più articolato ed interessante. Per il burlesque è adatto qualsiasi ti po di corpo perché ci insegna che non è importante quello che siamo fisicamente, come è il nostro corpo, ma come lo usiamo il nostro corpo, quello che siamo capaci di fare in scena. E’ importante la nostra preparazione, il nostro talento e se abbiamo qualcosa da dire o da trasmettere. Inizialmente io stessa mi ero posta questo limite fisico perché ho cominciato a studiare Burlesque da grande, non ero (e non sono) in forma, anzi direi che sono in forma più “sferica” che “longilinea”,  e credevo dunque di non essere adatta. Poi ho scoperto l’esistenza della divina Dirty Martini, che mi è stata di grande ispirazione. Ma non voglio scrivervi tutto, il resto lo ascolterete nel VideoBlog che segue. Buona Visione... read more

Sfilate vintage

Durante le sfilate vintage, dove mi capita spesso di essere chiamata come giudice di gara, vedo spesso molte incongruenze. Dato il mio lavoro di costumista, vengo spesso chiamata come giudice di gara nelle sfilate vintage o anche nelle sfilate Pin Up. Purtroppo vendo spesso molte incongruenze tra i vari pezzi del costume. Innanzitutto la cosa che in assoluto viene curata di meno sono le scarpe. Spesso con platò molto alti o proprio completamente fuori epoca. Oltre a questo noto una confusione tra i vari accessori come cinture o borsette. Nel video che segue cerco di fare un po’ di chiarezza sia sul tipo di scarpe da adoperare, che sulla lunghezza degli abiti o la tipologia. Troverete anche dei consigli su come presentare il vostro costume, perché presentare un abito da pomeriggio è sicuramente differente dal presentare un abito da sera o da scena. Insomma se siete interessate a partecipare a sfilate vintage vi consiglio di ascoltare con attenzione. Buona... read more

Comunicare con il pubblico

Nel burlesque la comunicare con il pubblico è fondamentale in quanto il burlesque è varietà e la caratteristica del varietà è che gli attori parlano direttamente con il pubblico. Però nel burlesque viene meno proprio la parola e quindi il primo istinto è quello di comunicare con il viso. Ma non è del tutto corretto perché se lavoriamo in teatri o ambienti molto grandi, il viso arriverà soltanto alle prime file. Il mio suggerimento è: impariamo a comunicare con il corpo e con lo sguardo. Alleniamoci a guardare continuamente il pubblico. Oltre a questo, alleniamoci a preparare le nostre performance prima col corpo e poi col viso. Cerchiamo di esprimere molto bene prima col corpo l’emozione che vogliamo far passare e poi eventualmente aggiungiamo anche il viso. Vi suggerisco di farvi aiutare o di farvi delle riprese. La cosa migliore è provare sempre avanti allo specchio, ma mentre stiamo provando difficilmente possiamo riuscire a tener ed’occhio tutti i movimenti di ogni singola parte del corpo più la nostre espressione. Quindi abbiamo bisogno di un occhio esterno che possa essere o un regista, o qualcuno che ne capisce di danza e di teatro o, meglio ancora, una braa insegnante di burlesque. In caso non abbiate nessuno che vi possa aiutare, fatevi una ripresa e guardatela più volte notanto tutti i particolari. Così che possiate voi stessi correggerli. Quando pensate di aver raggiunto un buon risultato riprendetevi ancora e vedrete che qualche altro particolare lo troverete sempre. Il mio suggerimento è comunque di avere un occhio esterno, anche a cui far vedere la ripresa, perché molto spesso, quando siamo entusiasti della... read more

Corpetto e corsetto

Voglio farvi conoscere la differenza tra corpetto e corsetto. Tra le domande che più spesso mi vengono fatte c’è proprio questa: qual è la differenza tra corpetto e corsetto? Come molti sanno, la mia prima attività artistica è la sartoria teatrale. Ho studiato da costumista teatrale e sarta d’epoca e pratico la professione dal 1990 come apprendista e poi dal 1998 come costumista e sarta teatrale freeland. Per questo motivo ho pensato di aggiungere una rubrica di costume che risponda a tutte le vostre curiosità. Aspetto dunque i vostri suggerimenti e le vostre domande per creare dei video davvero utili. Oggi voglio cominciare con lo spiegare la differenza tra corpetto e corsetto, che è una delle domande che sento fare più spesso. Il corsetto fa parte dell’intimo, normalmente ricopre anche il seno e spesso vi sono attaccati i reggicalze. Fino agli anni 50, quando questi meravigliosi “strumenti di tortura” venivano abitualmente adoperati, avevano nella struttura stecche di balena o di alcuni legni molto resistenti e modellati a vapore. Il corpetto invece faceva parte dell’abbigliamento e veniva indossato da sopra al corsetto. Non aveva dunque bisogno di stecche. Se avete domande o dubbi chiedete pure…sarò felice di rispondervi. Nel video che segue sono stata molto più specifica. Buona... read more