Prendi spunto ma non copiare

In questo articolo voglio partire da due punti fermi. Il primo è che una copia sarà sempre una brutta copia, e il secondo è che essere originali è sicuramente molto pù interessante che copiare. Quindi a coloro che si vedono copiare un pezzo posso dire: tranquilli, sarà sempre una brutta copia, e a quelli che vogliono prendere una scoriciatoia di questo tipo, voglio dire: ma chi ve lo fa fare? Ci sono tante idee, tante musiche. Perché copiare? Certo capisco che non tutti sono in grado di montare una storia o una coreografia. Allora rivolgetevi a degli esperti, fatevi aiutare. Trovate un buon coreografo che vi aiuti con i passi ed un buon regista che vi aiuti a curare la storia o l’espressività del personaggio. O rivolgetevi a Performer più esperte di voi o ad insegnanti. Insomma ci sono tanti modi per farsi aiutare a creare. Siate originali, perché è brutto vedere due pezzi uguali, perché è poco gratificante sapere di aver copiato. Datevi da fare, guardate cose, uscite e guardate la vita o andate di più al cinema, andate al circo, vedete cartoni animati…. Vedrete che la vostra fantasia ne sarà stimolata e qualche idea carina arriverà. Non abbiate fretta, l’arte e la creazione hanno bisogno di tempo ed impegno, ma vi garantisco che la soddisfazione di vedere in scena qualcosa ideato da voi sarà una delle più grandi sodddisfazini che possiate provare. e allora, prendi spunto, ma non copiare. Buona visione... read more

Il boa come simbolo erotico

Quando do inizio alle mie lezioni di gestione del boa, comincio sempre con la seguente frase: “Quando entrate in scena con il boa, tutti gli uomini devono desiderare di essere il vostro boe e tutte le donne dovono sognare di saperlo adoperare come fate voi”. Il boa, a mio avviso, è uno dei massimi simboli erotici del burlesque. Ha una forma allungata, come di serpente, ma una consistenza morbida, carezzavole. Che sia di piume o di tulle, mantiene comunque un forte senso di innocente leggerezza insieme ad un caldo invito erotico. Il boa è uno degli oggetti fondamentali del tease nel burlesque. Ci si può fare tanti movimenti, ma principalmente, si può farlo scivolare lungo il corpo…e che scivoli su un braccio, tra le cosce o sul collo, unito ad un intenso sguardo, il boa costruisce all’istante un immaginario erotico che rende la performer irresistibile agli occhi del pubblico. Il boa viene tenuto sulle spalle, accanto al collo (zona erotica per eccellenza) e poi accarezzato, manipolato, fatto scorrere. O al contrario, si usa per farsi accarezzare dolcemente o con energia in un valzer di sguardi ed ammiccamenti che, se ben studiati e preparati, possono far letteralmente impazzire il pubblico. Poi, alla fine di questa “danza di delicato ed erotico rapporto” viene lasciato, lanciato o gettato, secondo il significato che vogliamo dare al gesto. Come un uomo sedotto e poi abbandonato, giacerà a terra inerme e pure vivo, presente. Il boa è una storia d’amore e di passione che si consuma in scena tra la performer ed il pubblico. Questo “rapporto” può durare un attimo o un intero pezzo musicale, può... read more

Se non ci credi non funziona

Riprendendo l’annosa questione dell’interpretazione, posso dire con assoluta certezza che se non ci credi non funziona. Questo vuol dire che il tuo personaggio deve avere una vita ed un’anima prima per te per poi essere credibile per il pubblico. Deve essere intenso e corposo, deve avere una personalità, un significato, una storia. Devi sentirlo nella pelle, se no sarai tu che interpreti un personaggio, il mio invito invece è sempre lo stesso: diventa il personaggio, solo così potrà essere credibile in scena per il pubblico. Il Burlesque è un’arte molto complessa perché vuole raccontare delle storie ridotte a pochi minuti, il tempo di uno o due brani. Questo rende davvero necessario interpretare dei personaggi credibili sin dal primo istante. Già quando saliamo sul palco dobbiamo essere quel personaggio e non dobbiamo perderlo fino ai saluti finali. Proprio per questo ci aiutiamo molto con i costumi, la cosa fondamentale è come ci si pone, è quanto ci crediamo noi stessi. Quindi ricorda: se non ci credi non funziona. Buona visione... read more

Donne anni ’20 e anni ’50

La fine di migliorare al massimo le nostre interpretazioni, ho pensato di fare questo video sui due periodi storici più rappresentati nel Burlesque: Gli anni ’20 e gli anni ’50. Ogni periodo storico ha le sue caratteristiche sociali e culturali. Quando studiavo costume, ed anche oggi, ogni volta che devo preparare i costumi per uno spettacolo teatrale d’epoca, vado sempre a studiare quelle che erano le abitudini ed il tipo di rapporti sociali che esistevano tra le persone di quel periodo. Questo mi consente no solo di capire perché la moda andava in una certa direzione, ma anche su quali dettagli concentrarmi per rendere al meglio il costume. Da quando ho cominciato a studiare mimo e recitazione, ho portato questa abitudine anche in quest’arte, ed anche qui risulta estremamente utile, perché da come venivano vissuti i rapporti sociali si può capire moltissimo su come interpretare un personaggio. In questo video cerco di dare delle indicazioni di massima sulla differenza di interpretazione tra la donna degli anni ’20, misteriosa ed irraggiungibili, emancipata e consapevole, e la donna degli anni ’50, moglie, madre, casalinga, più oggetto che soggetto (sempre nell’immaginario collettivo). Dato che il Burlesque è esagerazione e caricatura della reatà, ricordiamoci che le caratteristiche dovranno essere estremizzate per creare la “caricatura”, la “burla” della donna dell’epoca. Buona... read more

Per organizzare un contest?

Che tipo di impegno ci vuole per organizzare un contest? E tutte le quote che i partecipanti versano per essere selezionati, che fine fanno? Queste le domande che ho posto a varie organizzatrici di contest e le risposte francamente erano quelle che mi aspettavo. Per organizzare un contest ci sono spese di tempo ed economiche notevoli. Bisogna trovare una location, occuparsi di farsi fare i premi da artigiani specializzati o di ordinarli nei posti giusti. Fare la giusta pubblicità perché non c’è nulla di più triste di un contest senza pubblico. Poi bisogna contattare i giudici di gara, organizzare i workshop, trovare partners per alberghi e organizzare gli spostamenti. Bisogna trovare dei tecnici audio e luci adeguati al tipo di manifestazione. Le stage kitten che abbiano un’idea di che cosa sia il Burlesque. Il giusto presentatore per la serata. I soldi che vengono versati per la partecipazione al contest da tutti coloro che desiderano rientrare nelle selezioni, vanno a coprire solo in parte le spese, che andranno poi integrate con degli sponsor. Un lavoro enorme con un impegno serio e totale, che non si può improvvisare, perché la location deve essere adatta, i tecnici audio e luci preparati, in quanto spesso ci sono soltanto poche ore il pomeriggio stesso del contest  per fare le prove. Frattanto dovrà essere già pronta la scaletta e tutti dovranno avere le indicazioni adeguate per la buona riuscita dello spettacolo, perché non bisogna mai dimenticare che un contest è prima di tutto uno spettacolo, e poi una gara. Colgo l’occasione per fare i miei complimenti e mostrare tutta la mia solidarietà a chi si... read more

Portamento

Il portamento è uno dei fondamenti del Burlesque… Bisogna fare lezioni ed allenarsi. Il portamento non è soltanto riferito al saper camminare. Nelle lezioni di portamento di burlesque si impara come sedersi, come portare una borsa, come appoggiarla, come togliere il cappotto, come indossare e toglere una sciarpa, come mettersi in posa avanti ad una mecchina fotografica. I portamento è uno dei fondamenti del burlesque, ma è anche uno dei fondamenti della femminilità. Ma bisogna allenarsi molto per non sembrare finte o artefatte. Non basta dunque fare lezione, ma bisogna poi mettere in pratica gli insegnamenti. Se vi andate a guardare le foto delle dive dagli anni ’20 agli anni’60, noterete che, con le dovute differenze dovute al gusto ed al periodo storico, hanno sempre più o meno le stesse pose. E’ chiaro che negli anni venti era di moda un certo tipo di donna, quindi vedrete espressioni e pose meno sorridenti, seduttive ma indipendenti, mentre negli anni cinquanta la donne era vista un po’ più come un oggetto, o anche come una sciocca, e quindi avremo un altro tipo di luce, di espressioni e di pose. Ma per ogni periodo possiamo notare che le pose e le espressioni si somigliano tutte. Qualcuno mi dice: ma poi non siamo tutte uguali? A questo rispondo sempre: perché le dive erano uguali tra loro? Il fatto è che ognuna di noi ha una differente energia ed una diversa personalità che porterà con se in tutto quello che fa. Quindi, se pure parteciperemo allo stesso corso, saremo tutte meravigliosamente uniche. Buona visione 😉... read more

Glitter, per cosa li usiamo

In un arte così “luminescente” non posso mancare i glitter, che vengono adoperati per il trucco, per metterli sul corpo, nei capelli, ma anche nei guanti o sugli abiti… I glitter sono molto versatili. Ne esistono di due tipi: da trucco che sono più sottili ed evanescenti, e quelli più comuni che si trovano in cartoleria, più grandi che si usano per più cosa. Abitualmente per il corpo si usano indifferentemente o l’uno a l’altro, ma bisogna ricordare che i glitter non da trucco fanno fatica ad andare via. Come dico spesso: il glitter è per sempre 🙂 Li usiamo per truccarci mettendoli sul corpo o sulle palpebre, o sulle guance. spesso vengono messi sui ventagli in modo che sollevandoli si crea una nuvola iridescente. Spesso vengono anche messi nei guanti in modo da lanciarli in aria sfilando il guanto. Qualcuna li mette nelle calze o nelle scarpe. A volte vengono inseriti nei palloncini in modo da creare nuvole quando i palloncini vengono esplosi. Un altro uso dei glitter è in sostituzione dei liquidi, quindi vengono inseriti in bottiglie o bicchieri per poi versarli addosso. A volte li suo per fare disegni sulla stoffa, ma purtroppo questi disegni vanno ritoccati spesso perché i glitter, per quanto non si tolgano da dosso con grande faciltà, si staccano dalla colla troppo facilemente. Insomma glitter e burlesque vasso sicuramente a braccetto. L’unica raccomandazione è quella di stare molto attenti a non farli ricadere accidentalmente sul viso, negli occhi o in bocca perché provocano irritazione ed unqa sensazione estremamente sgradevole. Il resto nel video… Buona visione 😉  ... read more

Il metodo Candy Bloom

Il metodo Candy Bloom nasce da una domanda. Prima di cominciare ad insegnare mi sono chiesta cos’è che ci fa sentire in imbarazzo in occasioni pubbliche. La risposta che mi sono data mi ha aperto a nuove possibilità di insegnamento. Noi siamo in imbarazzo perché non ci conosciamo. Guardiamo gli atri mentre parlano e mentre si muovono ma non possiamo vedere noi stessi. Questo ci provoca quella incertezza che ci rende insicuri quando siamo in pubblico. Proprio per questo motivo ho studiato delle lezioni adatte all’auto conoscenza. Nei miei corsi infatti, oltre alle lezioni di danza, di mimo e di Burlesque, ci sono lezioni specifiche di consapevolezza corporea che partono o da dei punti specifici del corpo o da esercizi adatti a prender coscienza di se, del proprio corpo, delle proprie espressioni, in particolare lavorando con lo specchio. È proprio questo che poi ci fa sentire sicuri quando saliamo su un palcoscenico, quando dobbiamo parlare in pubblico o, più semplicemente, quando dobbiamo attraversare una sala piena di gente silenziosa. Non tutte le persone che fanno il corso di Burlesque con me diventano professioniste di quest’arte, ma quello che accade a tutte le persone che fanno il corso con me è che si trasformano. Se vogliamo quindi parlare di Burlesque terapia, credo che con questo metodo siamo a buon punto. Poi è chiaro che se una persona ha bisogno specificamente di una terapia saranno necessari anche degli incontri con un terapeuta. Ma quello che posso dire oggi è che ho dei terapeuti che mandano le persone a seguire i miei corsi, e questo è sicuramente un risultato molto interessante. Buona... read more

Il Burlesque è sovversivo

Il Burlesque è sovversivo e trasversale, perché non ha limiti di età, di corporatura, di altezza o di genere. Per il Burlesque devi avere due cose: preparazione e talento. Il Burlesque ha a che fare più coll teatro che con la moda. Dato che con l’avvento del new Burlesque, l’abbiamo trasformata in un arte molto glamour, si tende a pensare che abbia a ceh fare principalmente con la moda ed ai suoi canoni e “dettami”. Ma non è affatto così. Il Burlesque ha conservato la sua matrice teatrale e lo dimostra sempre più diventando sempre più articolato ed interessante. Per il burlesque è adatto qualsiasi ti po di corpo perché ci insegna che non è importante quello che siamo fisicamente, come è il nostro corpo, ma come lo usiamo il nostro corpo, quello che siamo capaci di fare in scena. E’ importante la nostra preparazione, il nostro talento e se abbiamo qualcosa da dire o da trasmettere. Inizialmente io stessa mi ero posta questo limite fisico perché ho cominciato a studiare Burlesque da grande, non ero (e non sono) in forma, anzi direi che sono in forma più “sferica” che “longilinea”,  e credevo dunque di non essere adatta. Poi ho scoperto l’esistenza della divina Dirty Martini, che mi è stata di grande ispirazione. Ma non voglio scrivervi tutto, il resto lo ascolterete nel VideoBlog che segue. Buona Visione... read more

Sfilate vintage

Durante le sfilate vintage, dove mi capita spesso di essere chiamata come giudice di gara, vedo spesso molte incongruenze. Dato il mio lavoro di costumista, vengo spesso chiamata come giudice di gara nelle sfilate vintage o anche nelle sfilate Pin Up. Purtroppo vendo spesso molte incongruenze tra i vari pezzi del costume. Innanzitutto la cosa che in assoluto viene curata di meno sono le scarpe. Spesso con platò molto alti o proprio completamente fuori epoca. Oltre a questo noto una confusione tra i vari accessori come cinture o borsette. Nel video che segue cerco di fare un po’ di chiarezza sia sul tipo di scarpe da adoperare, che sulla lunghezza degli abiti o la tipologia. Troverete anche dei consigli su come presentare il vostro costume, perché presentare un abito da pomeriggio è sicuramente differente dal presentare un abito da sera o da scena. Insomma se siete interessate a partecipare a sfilate vintage vi consiglio di ascoltare con attenzione. Buona... read more